Scambio Lanier–Daalderop: chi ci ha guadagnato?

Scambio Lanier Daalderop volley in barba

A inizio campionato, lo scambio Lanier-Daalderop tra Conegliano e Milano aveva fatto sorgere diverse domande su chi ne avrebbe tratto maggior profitto. Ecco una riflessione in merito ora che la stagione è conclusa.

Scambio Lanier Daalderop volley in barba
FOTO: legavolleyfemminile.it

A inizio stagione, lo scambio tra Nika Daalderop e Khalia Lanier tra Milano e Conegliano aveva acceso più di un interrogativo. Due giocatrici dello stesso ruolo, inserite in contesti molto diversi: da una parte una squadra dominante, anche grazie alla presenza di due tra le bande migliori al mondo nel roster, dall’altra un gruppo che ha dovuto rinnovare completamente il reparto schiacciatrici (esclusa Elena Pietrini, alle prese col recupero da infortunio).

La domanda “chi guadagnerà maggiormente da questo scambio?” non valeva solo per le squadre coinvolte, ma anche per le due giocatrici, alle prese con un cambio di responsabilità e aspettative. Ora che la stagione si è chiusa, proviamo a fare una riflessione in merito, al di là dell’esito finale del campionato.

Lanier arriva a Milano dopo una stagione a Conegliano in cui il suo ruolo era chiaro: alternativa, cambio, soluzione pronta ma non centrale. 18 partite complessive (escludendo le competizioni internazionali), 175 punti, un utilizzo limitato. A Milano il copione cambia completamente: la schiacciatrice statunitense diventa una presenza stabile, al centro del progetto; gioca 35 partite, mette a terra 400 punti e soprattutto si prende responsabilità offensive importanti.

Daalderop vive invece un percorso opposto. A Milano era dentro al sistema, coinvolta, continua: 416 punti in 36 partite. A Conegliano, invece, il suo ruolo è radicalmente diverso. Non solo per una questione di gerarchie, ma anche per un’esigenza molto specifica: spesso entra solo in seconda linea per dare stabilità in ricezione e difesa al posto di Zhu Ting, più esposta a errori in questi fondamentali. Il risultato è che la schiacciatrice olandese si ritrova a giocare solo spezzoni di partita, quasi mai in prima linea.

Scambio Lanier–Daalderop
FOTO: legavolleyfemminile.it

Non è solo una questione di rendimento, ma di continuità. Lanier a Milano ha spazio per sbagliare, per forzare, per sviluppare il proprio gioco e crescere sul campo. A Conegliano, Daalderop entra in un sistema che funziona già perfettamente, dove il suo compito è spesso quello di rifinire, più che determinare.

I numeri, letti in questo contesto, confermano la differenza. Lanier chiude la stagione a Milano con il 46.2% in attacco su un volume molto alto (818 palloni), confermandosi una soluzione di riferimento e di efficienza per la squadra. Daalderop si ferma al 37.8% su 307 attacchi, segno di un coinvolgimento molto più limitato.

In ricezione le due sono sostanzialmente allineate (34.5% di perfetta per Lanier, 35.4% per Daalderop), ma il dato pesa in modo diverso: Lanier è un tassello fondamentale del gioco di Milano, Daalderop quasi sempre entra per migliorare questo specifico aspetto.

Scambio Lanier–Daalderop
FOTO: legavolleyfemminile.it

Il bilancio finale

Tornando alla domanda iniziale su chi abbia guadagnato maggiormente dallo scambio: Conegliano in campionato e Coppa Italia ha continuato a vincere, e questo resta un fatto. Daalderop ha rappresentato un innesto utile, soprattutto per equilibrare la seconda linea, ma non ha cambiato il volto della squadra.

Milano, invece, avendo cambiato anche altre giocatrici fondamentali, sembra aver trovato in Lanier un tassello importante nello schema di gioco di quest’anno, vincendo il primo trofeo nazionale e riuscendo a impensierire e battere Conegliano diverse volte, anche in finale scudetto. Ciò non vuol dire necessariamente che la statunitense sia una giocatrice migliore di Daalderop, ma le sue caratteristiche si sono adattate meglio al gioco della squadra di coach Lavarini (e viceversa), portandola ad avere un ruolo centrale che invece l’olandese non ha avuto all’Imoco.

Per quanto riguarda le due atlete in questione, potrebbero essere entrambe soddisfatte dello scambio, a seconda di quale sia la loro risposta alla domanda fatidica che aleggia da sempre sui giocatori degli sport di squadra: meglio vincere stando in panchina o perdere sul campo?

Intanto, Conegliano continua a vincere. Milano, forse, ha iniziato a costruire qualcosa.