Dagli anni al Club Italia alla Serie A1, ecco il percorso della giovane milanese

L’ascesa di Giorgia Amoruso è stata tanto veloce quanto solida. Solo due anni fa la giovane schiacciatrice milanese era uno dei tanti prospetti in uscita dal Club Italia. In due stagioni si è affermata come una delle giocatrici più determinanti della serie cadetta del nostro campionato, accendendo i riflettori su di sé e alimentando molte aspettative per il suo debutto in serie A1 e per un’eventuale chiamata azzurra.
Grazie Lecco
Amoruso usciva da un Club Italia in fase di transizione, che era sceso in serie B dopo gli anni d’oro e faticava a trovare un’identità.
L’occasione giusta arriva da Lecco: la squadra allenata da Milano aveva sposato un progetto giovanissimo puntando tra le altre su Allaoui, Sassolini, Moroni, Monaco, Atamah e la stessa Amoruso. Insomma, il contesto perfetto per crescere e mostrare le proprie capacità.
La prima vera e propria svolta arriva una domenica pomeriggio di novembre 2024. Lecco ospita la capolista San Giovanni in Marignano, in una partita che per le ospiti dovrebbe essere quasi una formalità. Il primo set vede una pessima Lecco e coach Milano decide di sostituire Martina Ghezzi, fino a quel momento della stagione titolare indiscussa, proprio con Giorgia Amoruso, impiegata in precedenza solo per pochi scambi. L’impatto della giovane milanese è devastante, tanto che insieme ad Helena Sassolini è determinante nel ribaltare l’incontro, che si chiude con un inaspettato 3-1 per le lombarde.
Da quel momento Amoruso non lascerà praticamente più il campo, crescendo di partita in partita, diventando un punto fermo del gioco di coach Milano e chiudendo la stagione come grande astro nascente della categoria.
La regina della savana
L’annuncio del passaggio di Amoruso a Brescia è stato uno dei grandi movimenti dello scorso mercato estivo in A2. Dopo aver trascinato un club alla salvezza c’era forte curiosità di vedere quale fosse il suo rendimento in un top club della categoria.
Oggi, a campionato finito (ascolta il nostro approfondimento QUI), possiamo dire che le aspettative sono state ampiamente superate. Complice il pasticcio in posto 2 con Vernon, Amoruso diventa subito il principale terminale offensivo delle leonesse, restando tale per tutto il corso della stagione, anche dopo l’arrivo di Kavalenka. I numeri sono impressionanti: 590 punti totali realizzati, la seconda migliore del campionato dietro a Perovic; 455 punti in attacco, 9° miglior realizzatrice; 67 muri vincenti, 11° miglior muratrice; 48 ace, miglior acer.
Ma al di là delle mere cifre è impressionante la costanza, elemento spesso mancante in una ragazza di 19 anni che si appresta a fare un salto di livello, con 36 partite su 36 a referto e una leadership sostanzialmente continuativa: le partite con rendimento negativo si possono contare sulle dita di una mano. Non passa inosservato inoltre il rendimento nella serie finale: top scorer di tutte e tre le partite, dimostrando di saper reggere la pressione e di essere decisiva quando la posta in palio si alza.
Notevole anche la crescita in ricezione, suo tallone d’Achille nella passata stagione. Per una giocatrice così efficace in attacco è infatti fondamentale imparare a neutralizzare la battuta avversaria che tende ovviamente a prenderti di mira.
Amoruso nella sua prima stagione bresciana è passata da essere una giovane promessa con tutto da dimostrare e molto da affinare ad essere la stella della squadra che ha conquistato la promozione, con costanza, decisività e sostanziale dominio del campo.
Ad maiora semper
Il forte interesse destato dalla schiacciatrice meneghina oltre che dai risultati in campo è senz’altro dovuto alle caratteristiche fisiche e tecniche. Parliamo di una banda di 185 cm, per intenderci tra tutte le convocate da Julio Velasco per l’estate solo Anna Piovesan ed Ekaterina Antropova risultano più alte, con una potenza di braccio e precisione nei colpi che nel panorama italiano attuale risulta rara.
Chiaramente Giorgia ha ancora tutto da dimostrare in massima serie ma in prospettiva futura, se di bande “di equilibrio” tra Nervini, Bolzonetti, Bosso e Esposito(tra le tante) la copertura sembra garantita, potrebbe essere la banda “d’attacco” che la nazionale italiana cerca da diversi anni con fortune alterne. Proprio in ambito nazionale c’è grande attesa: dopo le stagioni azzurre saltate quest’estate la attende l’europeo U22, l’ultima tappa del percorso giovanile. Andrà certo a inserirsi in un reparto bande in cui Bosso e Piomboni hanno dimostrato grandi cose, ma sembra avere le carte in regola per essere protagonista anche nella squadra di Gagliardi.
Appuntamento dunque in Olanda dal 7 al 12 luglio per tornare a vederla in una competizione ufficiale e poi countdown per l’inizio della prossima stagione, dove con ogni probabilità sarà titolare ancora in maglia giallonera. Stagione che sarà fondamentale per vedere quanto Giorgia Amoruso possa essere incisiva nel massimo campionato mondiale e per capire quanto margine di crescita abbia ancora questa ragazza. Margine che, ad oggi, sembra tutt’altro che esaurito.





