I nostri giudizi sul campionato di Serie A1 femminile 2025/2026

Come già fatto per la serie A2, andiamo qui di seguito a valutare in breve la stagione delle protagoniste della massima serie femminile. In poche righe cercheremo di sintetizzare un percorso lungo 8 mesi, mentre per le riflessioni più approfondite vi rimandiamo agli episodi relativi del podcast (Parte 1 e Parte 2). Nei giudizi consideriamo anche le competizioni internazionali.
IGOR GORGONZOLA NOVARA 6 – Ai nastri di partenza sembrava avere un potenziale enorme, ma poi è ricascata nei soliti errori che vediamo da troppe stagioni. Bene contro le big (3/3 contro Milano e due tie break contro Scandicci) e tutto sommato un buon percorso europeo considerando il livello delle avversarie.
Gli obiettivi minimi sono tutti centrati (con un po’ di fatica), ma gli scivoloni contro Perugia e Cuneo sono duri da digerire e, rispetto al passato, nelle sfide con Conegliano non c’è stata storia (3-0 in Coppa Italia, 3-0 la semifinale scudetto).
Promosse a pieni voti Amber Igiede, rivelazione assoluta del campionato (e chissà se fosse rimasta) , e Tatiana Tolok, consacrata a top player di livello mondiale. Delude il reparto bande, con Ishikawa e Alsmeier sottotono, così come non convincono appieno la gestione dei liberi e il reparto palleggiatrici, con una Carlotta Cambi decisamente deludente.
Lasciamo fuori valutazione la gestione mediatica del caso Bernardi che meriterebbe un 2.
IL BISONTE VOLLEY FIRENZE 7 – L’obiettivo era la salvezza, a Firenze si sono sfiorati i playoff. Il gioco espresso non è dei più entusiasmanti, il reparto opposti non è all’altezza della categoria e il palleggio non è sempre brillante. La squadra di Chiavegatti ha trovato però al suo interno due grandi trascinatrici. La prima è Jolien Knollema, una delle migliori bande del campionato, completa e dominante per tutta la stagione. La seconda è Nausica Acciarri, che nella sua stagione della consacrazione ha dimostrato di essere uno dei migliori prospetti italiani al centro. Grazie anche a un buon lavoro di Sofia Valoppi in seconda linea e alla crescita di Alice Tanase, le toscane terminano la stagione ben al di sopra delle aspettative.
BARTOCCINI MC RESTAURI PERUGIA 4 – Per l’unica squadra uscita anzitempo dalla lotta salvezza la valutazione non può che essere negativa. I dubbi della vigilia si sono rivelati fondati, con un reparto opposti inadeguato, un po’ troppa sofferenza al centro e un’identità mai pienamente trovata. A risollevare Perugia non bastano nemmeno la miglior stagione in carriera di Beatrice Gardini, migliorata anche in seconda linea, e l’ascesa di Stefania Recchia, di cui sentiremo parlare per anni come uno dei migliori liberi in circolazione e che certamente avrebbe meritato più spazio. Dopo una bella salvezza la scorsa stagione Perugia lascia la serie A1 con un po’ di amaro in bocca.

REALE MUTUA FENERA CHIERI ’76 8 – Se è vero che andarci vicino conta solo a bocce la stagione di Chieri è una grande eccezione. Nicola Negro è riuscito a spremere il 110% da un’ ottima squadra riuscendo a far sudare ogni partita a tutte le big, Conegliano compresa.
La consacrazione definitiva di Stella Nervini, il salto di livello di Sarah Van Aalen e la costanza di Anett Nemeth sono al contempo causa e effetto della miglior stagione della storia chierese e la lotta di 5 set in semifinale di Coppa Italia davanti al pubblico di casa è la proverbiale ciliegina sulla torta.
L’unico neo della squadra torinese è l’essere arrivate a fine stagione con la spia della riserva accesa, mancando un clamoroso quarto posto nella sconfitta contro Monviso e perdendo la finale di coppa CEV contro una comunque favorita Galatasaray. Nel complesso chapeau alle collinari, capaci di inserirsi nella lotta tra big con un budget nettamente inferiore.
CUNEO GRANDA VOLLEY 6+ – Cuneo fa esattamente il campionato che ci si aspetta, con una salvezza in extremis ma al contempo non lontano dai playoff. Tanto potenziale nella squadra e tanti esperimenti che però si rivelano quasi un fattore negativo, arrivando alle ultime giornate senza un assetto consolidato.
Da sottolineare la scoperta del fenomeno Linda Magnani (e qua lo zampino di Paola Cardullo si vede) e del buon potenziale di Masa Pucelj. Fatichiamo a comprendere il poco spazio lasciato al talento cristallino di Safa Allaoui in favore di una Noemi Signorile sempre solida ma che non entusiasma.
Il grosso neo di Cuneo resta sempre la difficoltà a capire “cosa vuole fare da grande”, con progetti sempre brevi e tortuosi.
CBF BALDUCCI HR MACERATA 8 – Nonostante la salvezza all’ultima giornata la stagione delle marchigiane è un piccolo capolavoro sportivo. Ai nastri di partenza sembravano già condannate, ma fin dalle prime partite si è capito che sarebbero state un avversario ostico per molte altre rivali.
Da applausi la dirigenza che nel pur limitato mercato estivo ha portato a Macerata pedine fondamentali come Suvi Kokkonen e Isidora Kockarevic. Altrettanto bravo Valerio Lionetti a creare un sistema di gioco perfetto per questa squadra, da cui sono scaturite la grande stagione di Asia Bonelli, la sontuosa annata di Giorgia Caforio e delle grandi quanto inaspettate prestazioni della giovane Nicole Piomboni. Scende leggermente la valutazione per una stagione un po’ in calo soprattutto nel finale, ma per il resto solo una parola: complimenti!

PROSECCO DOC A.CARRARO IMOCO CONEGLIANO 9- – Non è la miglior Conegliano della storia, la percezione che non sia imbattibile è subito confermata da Milano in Supercoppa. Asia Wolosz e Moki De Gennaro appaiono meno infallibili che in passato, molto bene invece Gabi e Zhu, che assumono la leadership della squadra in diversi momenti chiave. Bravo Santarelli a utilizzare molto una panchina a cui nel complesso è sembrato mancare qualcosina (probabilmente Nika Daalderop), ma che al contempo ha consacrato Merit Adigwe, tra le migliori riserve del campionato.
La sconfitta al mondiale per club e soprattutto quella, anomala per come è maturata, in semifinale di Champions lasciano un po’ di amaro in bocca. Nonostante questi cali, campionato e Coppa Italia sono dominati come poche altre volte: 25-1 in regular season, 9-1 il bilancio dei playoff, pur sudando freddo in diverse occasioni. In Coppa Italia 3-0 sia in semifinale che in finale.
Dopo la scorsa stagione in cui si è fatto “l’en plein” non era facile riconfermarsi. Imoco lascia per strada tre trofei ma si dimostra ancora una volta la dominatrice per distacco del volley italiano, prendendosi il voto più alto di questa nostra pagella.
MEGABOX ONDULATI DEL SAVIO VALLEFOGLIA 7- – Stagione positiva con qualche rimpianto per la Megabox. L’inizio è con il freno a mano tirato, poi la crescita è costante e arriva comunque il record di punti della società, condito dal successo europeo alla prima partecipazione. Meravigliosa la stagione della rinascita di Loveth Omoruyi, vera trascinatrice, a cui fa da contraltare una stagione totalmente anonima di Gaia Giovannini, che causa una generale sofferenza nel reparto offensivo delle pesaresi. Su buoni livelli una Bici certamente non aiutata dal reparto palleggiatori più in difficolta del campionato, con Lazaro e Bartolucci alternate per tutta la stagione senza mai brillare.
Nel complesso i risultati ci sono, compreso un trofeo, ma Chieri è lontana ben 15 punti e resta la netta sensazione che questa squadra potesse fare di più.
WASH4GREEN MONVISO VOLLEY 4- – Cambio di brand amarissimo dalle parti di Pinerolo. Che il roster avesse fatto qualche passo indietro ve lo avevamo detto nella preview della stagione, che potesse arrivare una disfatta di questa portata non ce lo saremmo mai immaginati.
Puntare sulla diagonale ex Firenze avendo oltretutto indebolito il reparto bande è stato un azzardo che ha ripagato male i dirigenti piemontesi. Anche Siftar si rivela una scommessa persa, a cui va aggiunto un reparto centrali con Yasmina Akrari e Amandha Sylves irriconoscibili. Bene Anna Dodson, la migliore della stagione, si salvano anche Davyskiba e Moro. Inutile anche la promozione di Giuseppe Nica per sostituire Michele Marchiaro sulla panchina, la scossa non arriva. La vittoria contro Chieri alla terzultima di campionato riaccende le speranze di salvezza, che però si spegneranno pochi giorni dopo, lasciando il club del basso torinese a un’inesorabile retrocessione e a tante riflessioni per il futuro.
SAVINO DEL BENE SCANDICCI 7,5 – La stagione dello storico mondiale per club lascia qualche rimpianto nella periferia fiorentina. Il roster è il migliore degli ultimi anni, più equilibrato e senza il patema d’animo delle italiane in campo. L’effetto sul campionato si vede, Scandicci disputa la sua miglior regular season, raggiungendo anche la finale di Coppa Italia (persa però con un netto 3-0) e strappando a Conegliano il titolo di campionesse del mondo. Tutto ciò peraltro con una Kate Antropova che pare meno straripante della scorsa stagione.
Purtroppo nel finale di stagione la squadra di coach Gaspari non capitalizza il gran lavoro fatto, perdendo la serie di semifinale scudetto con un netto 3-1 in favore della sfavorita Milano e mancando l’accesso alla finale di Champions League contro l’Eczacibasi. La diagonale Maja-Antropova torna su livelli stellari nel finale, arranca però il reparto posti 4, con una Skinner mai al top e le riserve Franklin e Ruddins poco incisive.
Non può non lasciare un po’ di amaro in bocca la stagione delle toscane, da 9 fino a febbraio ma inconsistente nel momento clou.

OMAG-MT SAN GIOVANNI IN MARIGNANO 7- – La salvezza da neopromossa non è mai scontata e le romagnole centrano in pieno l’obiettivo minimo. Brava la dirigenza a continuare a puntare su Bellano nonostante l’inizio terribile (prendere appunti a Monviso) e da sottolineare sicuramente come l’ambiente sia rimasto positivo (QUI ce ne parla Cecilia Nicolini).
Non possiamo non considerare come l’arrivo di Yushan Zhuang abbia cambiato il volto della squadra, sbloccando una fase offensiva in forte affanno, con Serena Ortolani e Edinara Brancher decisamente sottotono. Buona anche se molto lenta la crescita di Sarah Straube al palleggio, da applausi il reparto centrali con Sara Caruso e Elizaveta Kochurina, quest’ultima col potenziale da futura top mondiale.
La prima in A1 di San Giovanni è stata certamente complicata ed è servito un supporto dalla Cina, ma la crescita costante durante la stagione e il piazzamento finale a 5 punti dai playoff non possono che parlare di una stagione positiva.
NUMIA VERO VOLLEY MILANO 8 – La Milano con il budget più limitato degli ultimi anni ha tirato fuori una delle sue migliori stagioni di sempre. La Supercoppa Italiana vinta contro Conegliano è storia e la finale scudetto a inizio stagione sembrava un obiettivo lontano vista la concorrenza di Scandicci e Novara.
Gli addii di Alessia Orro e Myriam Sylla hanno pesato meno del previsto, con una Francesca Bosio efficace al palleggio e una Khalia Lanier costante e funzionale. Paola Egonu è indubbiamente stata la grande trascinatrice della stagione, una delle sue migliori, ed Eleonora Fersino sembra tornata sui livelli della prima stagione a Novara. Il gran lavoro di Stefano Lavarini è dimostrato dalla continua crescita delle meneghine, in particolare di Piva e Pietrini in banda, che ha permesso di arrivare alle finali scudetto giocando alla pari contro Conegliano per almeno due sfide.
Restano la bestia nera Novara (3 sconfitte su 3) ,che costa l’accesso alla final four di Coppa Italia, e il cammino europeo in cui Milano si è complicata decisamente la vita, ma la direzione intrapresa dal progetto VeroVolley è certamente quella giusta.
EUROTEK LAICA UYBA 7+ – Zona playoff che sa di grande risultato per una UYBA impossibile da decifrare a inizio stagione. A livello di campo i dubbi su Mariam Metwally e Valentina Diouf si sono rivelati più che fondati, così come la stagione di Katia Eckl e Alessia Gennari. Bene Josephine Obossa, spesso ago della bilancia della squadra, molto bene Melanie Parra e Alice Torcolacci.
Considerate le tante scommesse, l’infortunio di Jennifer Boldini e l’addio anticipato di Silke Van Avermaet la stagione di Busto può considerarsi molto positiva.
BERGAMO 6+ – Stagione mediocre per le bergamasche, che partono malissimo e ritrovano poi la retta via dopo l’esonero di Carlo Parisi.
Se il risultato è secondo le aspettative, la sua maturazione è completamente inaspettata. Cesé Montalvo e Monique Strubbe, le migliori della scorsa annata, si sono rivelate un grande flop mentre Denise Meli, Alessia Bolzonetti e Jennifer Mosser hanno fatto il salto di qualità che ha permesso di lanciare le rossoblu ai playoff.
Il ritorno in Italia di Kendall Kipp ha decisamente convinto e Linda Manfredini si consolida sempre più come certezza del campionato ogni stagione che passa. Dispiace per la falsa partenza e per i diversi flop perché questa Bergamo dà l’idea di avere molto potenziale inespresso.







