La Reale Mutua Fenera Chieri ’76 può contare su un palazzetto caldissimo nella cittadina originaria, ma i numeri delle partite a Torino raccontano (anche) un’altra storia.

La passata stagione della Reale Mutua Fenera Chieri ’76 è stata ricca di alti e bassi e si è conclusa con due serie di sconfitte dolorose: la prima ai Playoffs LVF, dove i rivali piemontesi dell’Igor Gorgonzola Novara hanno vinto due gare su due per aggiudicarsi il passaggio del primo turno, e la seconda in finale di CEV Cup, con il Galatasaray di coach Alberto Bigarelli e Myriam Sylla che hanno trionfato sia in Italia che in Turchia per consegnare al Gala il primo titolo europeo della sua storia.
Limitarsi alla fine del viaggio stagionale delle ragazze di coach Nicola Negro, però, sarebbe tanto riduttivo quando irrispettoso verso un percorso estremamente significativo e promettente per gli anni a venire. La dirigenza ha confermato pezzi molto importanti a roster, come Anneth Nemeth, Stella Nervini, Sarah Van Aalen, Anna Gray e Ilaria Spirito. A ciò, per compensare le numerose partenze, e potenziare una rosa già talentuosa, si sono aggiunte Marina Lubian, Yasmina Akrari, Katja Eckl, Logan Eggleston, Corinna Glaab, Reagan Cooper, Marina Giacomello, Abagayle Guezen e Alessia Regoni, fresca campionessa europea Under 22.
Si sa, ormai una delle armi più conosciute di Chieri, a prescindere dalle ragazze in campo e dallo staff in panchina, è il caldissimo Palafenera, dove ogni punto conquistato è accompagnato da sonori boati di un pubblico numericamente non immenso, ma sempre prontissimo a caricare la squadra a suon di decibel. Arrivando verso la casa delle biancoblù ci si ritrova in un ambiente ricco di punti interrogativi, dove poche case tentano di limitare la vista di campi e colline alle porte di Torino, un paesaggio che Caspar David Friedrich avrebbe rappresentato volentieri nei suoi romanticissimi quadri. Un curvone in discesa ed ecco che inizia a sbucare l’arena, e il freddo che spesso accompagna la provincia durante la stagione pallavolistica viene immediatamente sostituito dal calore degli appassionati al suo interno.

Anche Torino è casa?
Il Palafenera non è stato però l’unico teatro delle gare di Chieri della stagione: escludendo le Final 4 di Coppa Italia Frecciarossa, che ha visto Conegliano (vincitrice), Scandicci, Novara e Chieri contendersi il trofeo all’Inalpi Arena di Torino, la squadra gioca le partite europee al Pala Gianni Asti, sempre nel capoluogo sabaudo. La location alternativa spicca principalmente per la maggiore modernità e offre alla squadra un’immagine più internazionale durante gli scontri europei.
Oltre a ciò, un enorme pregio dell’ex Palaruffini è, soprattutto, la capienza: sono infatti ben 3971 i posti a sedere, contro i 1508 del Palafenera. Un numero decisamente maggiore, che ci fa pensare che aver visto anche tante partite di Serie A1 al Gianni Asti non sia stato un caso. Ed è proprio per questo che, in questo articolo, cerchiamo di riflettere più profondamente sulla questione: se da un lato i tifosi residenti a Chieri spingono per poter supportare le ragazze nella loro vera casa, è possibile che, dall’altro, le possibilità di ricavi maggiori comandino la decisione di fare qualche trasferta mascherata a Torino in più rispetto al necessario?
Per provare a rispondere, tenendo ovviamente in mente il fatto che non ci sia una risposta universalmente giusta, abbiamo analizzato i dati di (quasi) tutte le partite casalinghe della scorsa stagione di Chieri, osservando i numeri e l’incidenza sugli spettatori di una sede rispetto all’altra.
I dati
Andando subito al sodo, abbiamo creato un database con 19 gare casalinghe di Chieri della stagione 2025-2026, attribuendo a ognuna il palazzetto dell’incontro, il numero di spettatori totali, la competizione (escludendo ovviamente le Final 4 di Coppa Italia, dove nessuna delle partecipanti era effettivamente in casa o meno) e la classifica delle avversarie a fine stagione. Prima di mostrarvi la tabella riassuntiva, facciamo subito chiarezza su due punti limitanti della nostra analisi:
- Le sole due partite di CEV Cup si riferiscono alla semifinale di ritorno e alla finale di andata della competizione, in quanto il sito CEV, purtroppo, non mostra i dati di questo tipo per le gare antecedenti. Siamo comunque fiduciosi del fatto che il campione basti.
- Questione “Classifica” per Dresda e Galatasaray in CEV Cup: i numeri 5 e 1 sono stato attribuiti arbitrariamente, provando a confrontare la forza delle due squadre con le altre. Nel dettaglio, partendo dalle vincitrici, pensiamo che abbia senso trattarle come le numero 1, visto l’esito finale della competizione. Per Dresda, nonostante le semifinali raggiunte, il talento complessivo non indimenticabile della squadra tedesca ci ha indirizzati verso l’attribuzione di un punteggio minore.
Ecco a voi, dunque, il nostro punto di partenza:

Dopodiché, abbiamo osservato la distribuzione del numero di spettatori ponendo maggiore attenzione sulla sede delle partite: il grafico sottostante, chiamato “box plot”, ci permette di analizzare visivamente la situazione, dove ogni puntino rappresenta una gara casalinga di Chieri. Nel grafico blu a sinistra vediamo quelle al Palafenera, con una media (la lettera “ma” greca) equivalente a 1217 spettatori per gara, mentre a destra, pur con un numero di gare inferiore, vi è il dettaglio di quelle giocatesi al Pala Gianni Asti; qui la media è nettamente maggiore (2426, praticamente il doppio), seppur con variazioni più ampie tra massimo e minimo (per ogni grafico, questi si trovano sulla linea orizzontale che delimita i grafici in alto e in basso, rispettivamente).

Già da qui, chiunque nota che la differenza di spettatori è molto impattante, e questo ha indubbiamente diverse conseguenze anche sui ricavi della società. Prima di approfondire questo punto, però, ecco un ulteriore approfondimento sul numero di spettatori, più nello specifico sulle avversarie di Chieri che hanno trainato queste cifre.
Il grafico sottostante mette in correlazione gli spettatori con la posizione in classifica delle avversarie, dato che avete osservato nella tabella un po’ più in alto. Si vede piuttosto nitidamente che, più una squadra è vicina ai vertici della classifica (1), maggiori sono gli spettatori. Osservazione assolutamente attendibile, visto che in ogni sport il trend è proprio quello di pagare, anche più del solito, per andare a veder giocare dal vivo non solo la squadra che si tifa, ma anche la squadra avversaria, quando questa mette in campo tanto talento.
L’altro punto su cui ci concentriamo oggi, però, è proprio il palazzetto in cui le gare si giocano: guardate dove si collocano le partite al Pala Gianni Asti (quadrato rosso): tutte le 6 gare in questione sono state giocate contro grandi avversarie, con una posizione in classifica mediamente molto, molto alta. Tra queste, escludendo le due europee, troviamo Conegliano, Scandicci, Vallefoglia e Novara (ai Playoffs): quattro incontri importantissimi per i quali Chieri ha scelto di affidarsi al suo caldo pubblico, ma in sedi e con numeri diversi dal solito (tra l’altro, per curiosità, 3 di questi 4 si sono conclusi con una sconfitta al tiebreak, con Vallefoglia unica esclusa).

Tornando al punto della società, non sappiamo realmente quali siano state le intenzioni di Chieri, ma la strategia di piazzare queste specifiche partite a Torino si è rivelata una scelta intelligente: da un lato, si è fatto leva sull’interesse intrinseco delle gare, dato anche dalla qualità degli avversari ospitati; dall’altro, la capienza nettamente maggiore rispetto al Palafenera non ha deluso i risultati del botteghino, con tante persone interessate che hanno potuto beneficiare di più seggiolini a disposizione per sostenere le ragazze di Nicola Negro.
Il punto di vista dei tifosi
Dal lato degli appassionati, la questione si può osservare in maniera ancora diversa: se i tanti tifosi residenti a Torino sono indubbiamente felici di vedere la squadra al Gianni Asti, è anche vero che molti fedelissimi che vivono a Chieri traggono grande vantaggio, in termini di comodità, dal giocare al Palafenera. Ed è proprio per questo che, per avvicinarci il più possibile a chi il gioco lo vive sulla propria pelle dagli spalti, abbiamo fatto una chiacchierata con un tifosissimo di Chieri per sapere la sua opinione.
Ti aspettavi questi numeri a livello di spettatori?
“Sì, e spero che siano ancora più alti quest’anno, aspettiamo la campagna abbonamenti. So che resteremo al Pala Gianni Asti, anche perché le altre strutture di Torino sono troppo costose per un utilizzo sistematico”.
In merito alla passata stagione, come avete vissuto gli spostamenti al Pala Gianni Asti da Chieri?
“Ovviamente non è il massimo per chi si sposta da Chieri, però se si considera che molti di noi lavorano a Torino, la viabilità per il Pala Gianni Asti, i parcheggi e i mezzi pubblici sono migliori anche rispetto all’Inalpi Arena. Alla fine, rimane l’opzione più valida. Credo anche che con un calendario che consenta di avere più possibilità di ospitare le società locali, un buon accordo di convivenza con il basket [Basket Torino, squadra di basket maschile di Serie A2, gioca unicamente qui, ndr] e il contributo dei volontari, anche quest’anno porteremo tanta gente al palazzetto”.

Quale pensate possa essere la soluzione migliore per le prossime stagioni? Secondo voi la squadra aumenterà o dimimurà l’affidamento al Pala Gianni Asti?
“Per i prossimi anni tutto dipenderà dalle decisioni della Lega, spingeranno per aumentare la capienza minima dei palazzetti. Dovranno essere prese delle decisioni non semplici, ma necessarie per il futuro mantenimento di una società di vertice quale è diventata Chieri”.
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