Le ragazze di Barbolini non graffiano, mentre Bergamo non ci pensa due volte: l’analisi del match

Nella preview della seconda giornata di Serie A1 lo avevamo detto: occhio a Bergamo, spesso avversario ostico per le zanzare e così è stato. Un 2-3 che ci pone davanti a tanti temi da analizzare, soprattutto dalla parte di Novara, apparsa troppo fragile.
Novara, se i limiti si palesano alla seconda di campionato…
Cominciamo dalle parole di Massimo Barbolini, che nel post partita ha dichiarato ai microfoni della stampa:
“Ci sono dei limiti, che sono difficili da superare, ma anche con questi limiti penso che stasera stessimo facendo molto bene, poi dopo troppi errori uno dietro l’altro. Limiti tecnici o caratteriali? Limiti che giochiamo male, senza entrare nello specifico penso si sia visto, ci sono situazioni in cui non riusciamo ad avere continuità e dove sbagliamo tanto, dobbiamo lavorare. Non stiamo lavorando male, dobbiamo lavorare di più o meglio”.
La domanda che ci poniamo e che rivolgiamo anche a voi però è la seguente: è giusto parlare di limiti difficili da superare quando il campionato è appena alla seconda giornata?
Da una parte può essere corretto farlo, perché Novara dei limiti palesi li ha dimostrati, come ampiamente prevedibile alla vigilia della stagione, ma allo stesso tempo è anche necessario affermare che la stagione è lunga e il tempo per lavorarci su c’è; le parole del coach modenese, però, non sembrano infondere fiducia ad un ambiente che invece ne avrebbe bisogno, soprattutto dopo una partenza traballante.

Ricezione in crisi, attacchi al centro inesistenti
Se si parla di limiti, non si può non nominare in primis la ricezione: 43% di positiva, 32%di perfetta e un 30% di efficienza totale. Numeri troppo bassi per permettere a Carlotta Cambi di gestire al meglio la squadra, in una situazione in cui già la stessa palleggiatrice della nazionale non sta brillando, come da un anno a questa parte. Tante, troppe alzate sbagliate e iniziative personali che non portano a nulla, se non freeball per le avversarie. Le basse percentuali della ricezione si ripercuotono sul gioco al centro, dove Novara non ha mai dato fastidio a Bergamo:
Bonifacio: 4/8 in attacco
Squarcini: 1/5 in attacco (-20% di efficienza, sostituita poi da Bartolini nel secondo set e non più rientrata in campo)
Bartolini: 1/3 in attacco
Rimanendo concentrati sulla ricezione, soffrono troppo Tolok ed Herbots: la russa chiude con un 16% di efficienza, mentre la belga (uscita di scena nel secondo parziale per fare spazio ad Alsmeier) con un misero 9% di efficienza. Sarà necessario trovare equilibrio, magari partendo con Alsmeier in sestetto, apparsa nettamente più in palla di Herbots, sia in attacco che in ricezione (33% di efficienza in ricezione e 36% di efficienza in attacco vs 9% di efficienza in ricezione e -15% di efficienza in attacco).
Inutile poi stare nuovamente a ripetere la solita questione di Tolok, che renderebbe meglio in posto 2 rispetto che in 4. Basta sottolineare che quella che è la miglior opzione offensiva di Novara abbia attaccato il suo primo pallone nel primo set sul 7-10 per Bergamo, troppo tardi. Parlando invece di Grobelna, sì, gioca una buona partita, ma non dà mai l’impressione di essere una reale minaccia per le avversarie, come invece lo è Tolok.
Se c’è da trovare una nota positiva per Novara, questa è sicuramente l’ingresso in campo di Benedetta Bartolini. L’ex Perugia, chiamata in causa da Barbolini per sostituire Squarcini, ha risposto con un’ottima prova a muro, chiudendo con 5 block vincenti a tabellino.

Bergamo, è questo lo spirito giusto
Un successo che va ben oltre i 2 punti, perché le ragazze di Cervellin hanno dimostrato ciò che è mancato all’Igor, ovvero grinta e carattere, i cosiddetti Eye of the Tiger. Uno spirito perfettamente incarnato da giocatrici come Meli, Van Avermaet e Gelin, il nucleo ardente della squadra.
Partiamo proprio dalle due centrali. La centrale azzurra e il capitano hanno combinato in totale 27 punti, ben 14 in più rispetto alle “colleghe” dall’altra parte della rete; nello specifico:
Denise Meli: 10 punti in attacco (10/14), a cui va sommato 1 ace e 2 muri;
Silke Van Avermaet: 7 punti in attacco (7/13), più 3 ace e 4 muri;
Un’altra grande nota positiva della domenica al Pala Igor è sicuramente la panchina: bene il doppio cambio con Battistoni-Bassi (quest’ultima già cresciuta notevolmente rispetto all’anno scorso a Melendugno), positiva Carletti per dare solidità dietro, ma grande nota di merito per Erika Esposito. La classe 2006, rientrata dopo un brutto infortunio al ginocchio l’anno scorso, ha giocato una splendida partita in attacco, mettendo in crisi il muro e la difesa di Novara che si stava adattando su una Stigrot molto poco incisiva. Se questa è l’Esposito post infortunio, Bergamo ha fatto un colpaccio di mercato.
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