Perché Merit Adigwe è fondamentale per il futuro della nazionale?

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Merit Adigwe è indubbiamente il miglior prospetto azzurro nel ruolo di opposto. Ecco una nostra breve analisi.

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FOTO: Fipav Creative Hub 

Tra i giovani talenti in ascesa nel panorama del volley femminile italiano Merit Adigwe è probabilmente la più in vista. Dopo aver vinto tutto nelle ultime due stagioni a Conegliano e aver guidato la nazionale U21 all’oro mondiale, Julio Velasco ha deciso di affidarle un ruolo da protagonista in questa Volley Nations League. Scopriamo insieme perché questa scelta è così importante per il futuro.

Un curriculum invidiabile

A soli 19 anni l’esperienza e il palmarés di Merit Adigwe sono impressionanti. Seppur dalla panchina vanta due scudetti, due Coppe Italia, una Champions League, un Mondiale per Club e una Supercoppa italiana. Da protagonista assoluta sono invece arrivati i 3 scudetti under 18 con l’Imoco Volley, mentre in campo internazionale ha guidato le azzurrine a un oro e a un argento europeo rispettivamente under 17 e under 20, per poi culminare con l’oro mondiale under 21 in cui è stata MVP e migliore opposto.
In totale conta 45 partite in Serie A1 con 267 punti realizzati.

“L’eccezione che conferma la regola…” o forse no ?

Julio Velasco, rispondendo ai giornalisti dopo la presentazione delle nazionali, ha definito Adigwe come “l’eccezione che conferma la regola”, in quanto convocata pur non essendo titolare nel club di appartenenza. In realtà, se diamo uno sguardo complessivo alla stagione e al panorama degli opposti, sarebbe stato ben poco saggio, per usare un eufemismo, non convocarla per il solo fattore titolarità. Detto che ha davanti a sé in squadra un opposto del calibro di Isabelle Haak, la cremasca risulta essere il miglior opposto non titolare del campionato (eccezion fatta per Williams, che però ha avuto vicende particolari a Perugia) con 158 punti totali e ben 18 ace, dato più alto di molti opposti titolari.

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FOTO:LVF

Daniele Santarelli le ha concesso molto spazio e lei è stata in grado di reggere l’attacco in molte partite in cui Haak è stata fatta riposare, oltre a essere determinante in diverse partite delicate per l’Imoco, entrando con i suoi micidiali turni in battuta che la proiettano come una delle migliori del campionato in questo fondamentale e, di riflesso, come una delle migliori nel panorama globale.Se già alla luce delle prestazioni stagionali sarebbe stato strano non vedere la sua convocazione in nazionale maggiore, lo sarebbe stato ancora di più con uno sguardo alla situazione generale degli opposti italiani.

La “fame” di giovani opposti

Se il dominio dell’Italia sia in campo seniores che in campo giovanile sta mettendo in luce tantissimi talenti che saranno certamente protagonisti del prossimo decennio, la situazione nel ruolo di opposto è piuttosto peculiare. Va infatti considerato che l’opposto è il ruolo ritenuto più decisivo ed è generalmente quello in cui la maggioranza dei club alloca più risorse utilizzando anche gli slot delle straniere. Guardando alla nostra serie A (sia A1 che A2), gli opposti titolari italiani under 25 sono una manciata: Giorgia Frosini, Amelie Vighetto e Binto Diop, escludendo chiaramente Ekaterina Antropova.

Ampliando la visione va sottolineato che ad oggi, dopo l’infortunio di Gaia Moroni e la promozione di Adigwe, la nazionale U22 non ha a roster opposti di ruolo ma solamente schiacciatrici riadattate. Considerando poi le due opposte dell’argento mondiale U21 del 2023 una, Virginia Adriano, ha scelto la via del college americano mentre l’altra, Anna Adelusi, ha sperimentato anche il ruolo in posto 4 e ha attraversato qualche stagione di transizione, tra Roma e la Turchia (ora a Sangiovanni).

Ora, certamente non siamo di fronte a un’emergenza opposti, considerando soprattutto che Kate Antropova ha solo 23 anni e potrebbe quindi garantire il suo apporto per ancora molti anni dopo un eventuale addio azzurro di Paola Egonu. È altrettanto vero, tuttavia, che pur essendoci varie alternative prima elencate alle spalle di Kate, nessuna sembra essere una top player globale in prospettiva, essendo peraltro molte intorno ai 25 anni e di età superiore ad Antropova stessa. Qui emerge il valore aggiunto di Merit Adigwe, che con diversi anni di vantaggio sembra essere almeno a livello delle altre opposte italiane dietro alle due regine del ruolo, oltre ad aver già calcato i massimi palcoscenici in maglia Imoco.

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FOTO: Volleyball World

Tra presente e futuro

Con il passaggio in posto 4 di Antropova, Merit Adigwe si candida ad essere la vice Egonu per la fase clou dell’estate azzurra, mentre in queste prime settimane di VNL sarà presumibilmente la titolare fissa scelta da Velasco. La scelta di puntare il più possibile su una classe 2006 della sua caratura non può che essere condivisibile e anzi, la speranza è che lungo tutta la VNL venga utilizzata il più possibile così da poter maturare esperienza in nazionale maggiore.

Di mezzo ci sarebbe anche un europeo U22 che l’opposta lombarda giocherebbe certamente da titolare indiscussa delle azzurrine, ma alla luce di quanto scritto in precedenza sarebbe più logico vederla alle finali di Nations League come secondo opposto, data anche la grande competitività in campo europeo dell’Italia U22 a prescindere dalla sua presenza.

Dopo un’estate azzurra in cui il ruolo della giovane italo-nigeriana è tutto da definire, dovrebbe arrivare la terza stagione consecutiva in prima squadra a Conegliano. Santarelli ha dimostrato di avere molta fiducia in lei e sicuramente troverà spazio dietro a Isabelle Haak, anche se indubbiamente tutto il mondo della pallavolo italiana attende di vederla protagonista da titolare assoluta nel nostro campionato.