#NoClubsNoVolley: l’appello lanciato da Perugia contro la FIVB

NoClubsNoVolley l'hashtag lanciato da Perugia nella conferenza stampa del 29 ottobre

Sirci, Lorenzetti e i giocatori si schierano contro la proposta dei calendari 2028-2032. Tra le motivazioni avanzate: le ricadute economiche sui club, la salute degli atleti e l’assenza di un confronto condiviso.

conferenza stampa di Perugia, 29 ottobre e lancio dell'#NoClubsNoVolley
Foto: Lega Volley

Nella giornata di ieri, giovedì 29 ottobre, la Sir Safety Perugia ha convocato una conferenza stampa straordinaria per esprimere la propria contrarietà alla proposta di una possibile riforma dei calendari internazionali per il quadriennio 2028-2032 presentata dalla FIVB. Dopo la presa di posizione delle leghe italiane (di cui avevamo scritto qui), Perugia è il primo club a scegliere di esporsi pubblicamente, mettendo in discussione una proposta che, secondo la società umbra, rischia di compromettere gli equilibri economici e sportivi dell’intero movimento.

Presenti alla conferenza insieme al Presidente Gino Sirci anche l’allenatore della squadra Angelo Lorenzetti, il capitano Simone Giannelli e gli schiacciatori Kamil Semeniuk e Oleh Plotnytskyi.

Il tema di fondo è la necessità di trovare un equilibrio tra l’attività delle nazionali e quella dei club, senza penalizzare chi sostiene quotidianamente ed economicamente il movimento e chi scende in campo per competere al meglio.

Sirci: “Così si rischia il fallimento dei club”

Il primo a intervenire è stato proprio il Presidente Sirci che ha illustrato le ragioni della conferenza stampa, mostrando la bozza dei calendari proposta dall’FIVB per il periodo 2028-2032 e inviata ai club per consultazione. Al centro della contestazione c’è l’ipotesi di inserire una nuova finestra dedicata alle nazionali nel corso della stagione dei club, con una conseguente interruzione dei campionati che, secondo quanto illustrato durante la conferenza, potrebbe arrivare a durare fino a sette settimane e collocarsi nel periodo invernale, tra dicembre e gennaio.

Questo cambiamento rischia di avere conseguenze ben più ampie della semplice riorganizzazione delle competizioni. Una lunga pausa a stagione in corso e in uno dei periodi più congestionati del campionato (a ridosso delle vacanze natalizie si gioca infatti anche il Mondiale per Club e i quarti di finale di Coppa Italia, oltre alle regolari partite di campionato) che potrebbe infatti compromettere la continuità dei campionati, incidere sull’affluenza del pubblico e rendere meno attrattivo il prodotto pallavolistico per gli sponsor.

La preoccupazione di Sirci riguarda soprattutto il ridimensionamento economico e di immagine che subirebbero i club a vantaggio delle competizioni internazionali per nazionali. Un processo che, secondo il Presidente, potrebbe tradursi in una riduzione delle entrate e in una perdita di prestigio dei campionati, fino a mettere in discussione la sostenibilità economica delle società. Nel suo discorso, Sirci ha sottolineato come siano i club ad accompagnare i giocatori nel percorso verso il professionismo, ad investire nella loro crescita e a sostenere i costi sempre più alti dei trasferimenti e degli stipendi. Inoltre, Sirci ha evidenziato come sia attraverso il lavoro quotidiano delle società che si alimenta anche il bacino di giocatori destinati a vestire la maglia delle rispettive nazionali.

Simone Giannelli ha poi aggiunto:

“I Club, che sono quelli che garantiscono a tutti noi giocatori e a tutti gli addetti ai lavori che ci gravitano intorno, non possono rimetterci per delle scelte non appropriate della FIVB, quindi penso che se siamo qui è per migliorare il movimento pallavolo, non per puntare il dito contro nessuno, ma è per provare a capire come, tutti insieme, possiamo cercare di risolvere al meglio e far contente tutte le parti.”

Simone Giannelli nella partita di esordio contro Cuneo

FOTO: Lega Pallavolo Serie A

Un rischio per la salute degli atleti

Accanto al tema economico poi viene portato alla luce anche un altro aspetto fondamentale: quello della salute dei giocatori.

Simone Giannelli ha sottolineato come il dibattito non debba diventare una contrapposizione tra squadre di club e Nazionali. Il capitano della Sir ribadisce la volontà dei giocatori di competere ad alto livello in entrambe le realtà, rispondendo alle aspettative delle società che investono su di loro e continuando a rappresentare il proprio paese nelle competizioni con le nazionali, senza dover arrivare a scegliere tra una e l’altra per preservare la propria carriera.

Il problema però è il carico di impegni. Giannelli, così come altri giocatori e giocatrici, aveva già sottolineato in altre occasioni come il numero di partite disputate in una stagione sia diventato eccessivo. L’aumento della frequenza dei Mondiali, per esempio, passati da una cadenza quadriennale a una biennale, potrebbe avere ripercussioni anche sul livello di spettacolo messo in campo. 

Semeniuk e Plotnytskyi sottolineano poi che il problema non riguarda soltanto il numero delle partite, ma il continuo salto da un impegno all’altro senza un’adeguata preparazione, prima con il club, poi con la nazionale e poi nuovamente in club. La sequenza tradizionale tra stagione di club, periodo con la Nazionale, recupero e nuova stagione rischierebbe di trasformarsi in una successione sempre più ravvicinata di appuntamenti, con margini ridotti per riposare (fisicamente e mentalmente) e ritrovare la condizione migliore, con un rischio maggiore di andare in contro ad infortuni.

Incalzato dalle domande dei giornalisti sul contributo degli stessi giocatori a questo dibattito, Giannelli risponde: 

“Io penso che noi giocatori siamo parte attiva della situazione e penso che anche noi dobbiamo cercare di fare la nostra parte, cercando di far capire quali sono le cose negative di questo nuovo calendario. Per farlo bisogna essere tutti insieme, questa è la cosa principale. Così come i club e le federazioni se sono tutte insieme hanno più forza, così pure i giocatori se vogliono fare qualcosa di veramente forte devono essere insieme, non solo i giocatori italiani”. 

Il discorso sulla salute dei giocatori viene ripreso anche da coach Lorenzetti che sottolinea come, dal punto di vista tecnico e tattico, gestire un calendario più articolato e frammentato non rappresenterebbe necessariamente un ostacolo insormontabile per gli allenatori, abituati a lavorare ad adattarsi alle esigenze della stagione, quanto più la difficoltà maggiore sarebbe riuscire a mantenere in salute i propri atleti. Per Lorenzetti è compito anche degli allenatori tutelare i giocatori con cui si lavora, evitando che la successione degli impegni e la scarsità di pause finiscano per comprometterne la condizione fisica.

Angelo Lorenzetti sulla panchina della Sir Safety Perugia

FOTO: Lega Pallavolo Serie A

Lorenzetti: “Questa giornata è un grido di urgenza da parte del Presidente”

Il discorso di Lorenzetti però non si esaurisce sulla salute degli atleti. L’allenatore di Perugia evidenzia come da una parte ci sono gli interessi economici dell’FIVB e dall’altra le esigenze dei club, che rischiano di essere penalizzati da questa ricalendarizzazione, e proprio perché gli interessi in gioco sono differenti, il confronto dovrebbe avvenire in un contesto nel quale tutte le parti abbiano la possibilità di esprimersi. Il tecnico si dice infatti poco fiducioso sulla possibilità che le istanze dei club vengano ascoltate senza passare da iniziative forti che coinvolgano anche le altre componenti istituzionali della pallavolo, dalle federazioni nazionali a quelle continentali, come la CEV, affinché alla discussione partecipino tutte le parti in causa.

Il presidente della Sir richiama poi anche al sostegno espresso della FIPAV e al confronto avviato con altri 25 club europei ai quali Perugia ha scritto per condividere le proprie preoccupazioni. Non è chiaro però come le risposte ricevute dai club che sostengono la posizione di Perugia verranno utilizzate, se sarà prodotto un comunicato condiviso o se sarà avviata un’azione strutturata.

#NoClubsNoVolley: l’hashtag lanciato da Perugia 

La conferenza stampa della Sir Safety Perugia si chiude con un hashtag che racchiude il messaggio della conferenza: rivedere la proposta di calendario per il quadriennio 2028-2032 e riconoscere il ruolo imprescindibile dei club nella pallavolo.

L’auspicio è infatti quello di sedersi attorno a un tavolo, coinvolgendo club, leghe, federazioni e giocatori, per individuare una soluzione capace di valorizzare il movimento pallavolistico nel suo complesso, possibilmente prima della metà di novembre, data entro la quale dovrebbe essere prevista la decisione finale dell’FIVB.

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