La Serie A2 quest’anno si è presentata come più divertente che mai. Ecco perché se vi appassiona il volley femminile non ve la potete perdere

Non è infrequente in molti grandi sport che il campionato cadetto presenti un’imprevedibilità che lo renda spesso più avvincente della categoria regina. Da quanto emerso però in queste prime settimane di campionato italiano di volley femminile, potremmo essere all’apice del livello della Serie A2 con un’A1 che, sebbene ancora tutta da scoprire, vede alcune posizioni nevralgiche ampiamente prevedibili.
Premettiamo da subito che nessuno mette in dubbio il divario tecnico tra le due categorie e l’inarrivabilità della nostra A1 per qualunque campionato al mondo sotto i profili dell’intensità e delle individualità, ma ci preme sottolineare alcuni elementi da tenere in considerazione, specialmente se doveste approcciarvi per la prima volta alla seconda serie.
Grandi favorite ? Tante e sempre in dubbio
La lotta più interessante di ogni competizione è sempre indubbiamente quella per il primo posto. Se, almeno per quanto riguarda la regular season, negli ultimi anni in A1 la supremazia di Conegliano non è mai stata in dubbio, e anche in questa stagione nonostante un’ottima Milano la storia sembra potersi ripetere, con Novara e Scandicci che sembrano peraltro aver assottigliato numericamente le contendenti al primo (e al secondo) posto, in A2 la storia è diversa. Ai blocchi di partenza le due grandi favorite erano Monviso e Perugia, seguite mezzo gradino sotto da Busto Arsizio e Padova, con outsider come Costa Volpino a inseguire.
Dopo quattro giornate proprio le bergamasche guidano la classifica forti della convincente vittoria su Busto, mentre gli scontri diretti sono un tetris avvincente con una Padova che dopo la vittoria da 3 punti sul campo di Monviso è capitolata per 3 set a 0 contro Perugia, che a sua volta era stata regolata 3-1 da Busto all’esordio. Ora, al netto di una grande Costa Volpino che sarebbe incredibile se continuasse con questo andamento di risultati, alla luce di quanto detto le altre quattro sembrano equivalersi anche più del previsto sul medio lungo termine e uno scivolone contro una squadra di centro classifica, uno scontro diretto approcciato male o un breve periodo di forma negativa potrebbero fare tutta la differenza tra una promozione diretta o una maratona ai playoff col fattore campo a sfavore. La sensazione però è che la lotta al vertice sarà in grado di tenere incollati allo schermo tifosi e appassionati fino alle ultimissime giornate.

Un centroclassifica tutto da definire…
Scendendo di posizione prevista per il finale di stagione le cose si fanno ancora più interessanti. La lotta playoff è potenzialmente sconfinata, con ribaltamenti del pronostico che finora si sono realizzati in ogni giornata. Anche qui provando a individuare il livello espresso in relazione al calendario affrontato, e al netto delle poche partite affrontate finora, Roma e Trento sembrano essere partite come da pronostico, da Fasano ci si poteva aspettare un filo di più mentre Cremonese, Imola e Messina sono apparse molto sottotono. In contrapposizione a queste troviamo squadre più convincenti delle aspettative: su tutte il Club Italia (protagonista del nostro editoriale sulla scorsa giornata), assoluta sorpresa della stagione, che da solo basterebbe per incuriosire qualunque appassionato a seguire almeno sporadicamente questo campionato. Anche Offanengo e Marsala hanno tirato fuori prestazioni superiori alle aspettative e possiamo dire che nel complesso almeno 13 squadre su 17 possono puntare ai playoff.
Lotta playoff che sarà anche la più avvincente del campionato di A1, dove ci sentiamo di dire che almeno 10 squadre potranno contendersi un posto per la post season, con gerarchie poco delineate anche all’interno della zona playoff stessa
…e una bassa classifica che non è detto esisterà
La differenza con la serie A1 però è che, alla luce di quanto detto sopra, in questa A2 è difficile individuare squadre di livello più basso della media. Un po’ come visto l’anno scorso anche in A1, la lotta playoff e la lotta salvezza sembrano fondersi in una unica grande lotta con distanze ravvicinate e con un’imprevedibilità quasi assoluta. Dalla sesta alla diciassettesima posizione potrebbe insomma succedere di tutto, con colpi di scena da cult hollywoodiano. Nella massima serie quest’anno sembra invece delinearsi un campionato con un paio di squadre nettamente sfavorite e una lotta salvezza composta da non più di 3-4 squadre.
La riduzione del numero di squadre e il “neo” del dispari
Certamente un ruolo centrale nell’aumentare la competitività l’ha avuto la riduzione del numero di squadre, eliminando il paio di squadre che praticamente in stagione risultava non essere al livello della categoria, e il conseguente girone unico, che avrà un ruolo chiave nell’aumentare l’incertezza fino alla fine permettendo quella vicinanza tra lotta playoff e lotta salvezza che risultava impossibile con la formula a pool, che anzi portava spesso alcune squadre all’azzerarsi delle proprie ambizioni a fine gennaio.
Un vero peccato in tal senso il numero dispari di partecipanti che costringe a introdurre un riposo a rotazione, rendendo più difficile la lettura della classifica “reale” e risultando non sempre equo.
Al netto di queste piccole pecche l’invito è di non perdervi questa stagione di A2 che non potrà schierare giocatrici come Gabi, De Gennaro, Egonu e Tolok ma presenta un livello di agonismo e di imprevedibilità quasi senza precedenti. E poi come dichiarato da Michele Marchiaro ai nostri microfoni, è dannatamente divertente.
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