Non sono mancate le emozioni alla Soevis Arena, in una partita che ha fornito importanti indicazioni sul futuro di entrambe le squadre

È vero, si tratta solamente della prima giornata del campionato 2026-2027 di Serie A2 femminile, ma ciò che hanno mostrato in campo Erreci Busto Arsizio e Perugia non va ignorato per nessun motivo. Diverse indicazioni fondamentali da una parte e dall’altra della rete, sia positive che negative, che meritano di essere analizzate ai raggi X.
Erreci Busto Arsizio: meglio di così, non si poteva iniziare
Nonostante l’importante assenza di Edinara Brancher, la squadra di coach Michele Marchiaro ha giocato una partita di coraggio, sacrificio e qualità. Un 3-1 che non vale solamente i primi tre punti in classifica della stagione, ma che infonde fiducia in un gruppo apparso già molto affiatato e coeso, come dimostrato dalla grande rimonta nel quarto periodo, che ha ribaltato la situazione da un possibile tie break alla vittoria in quattro set in favore delle cocche.
La Busto Arsizio di ieri ha dimostrato di saper stringere i denti anche nei momenti complicati, come dopo l’uscita dal campo di Gaia Moroni: Brunella Fusco, di ruolo banda, è stata chiamata da Marchiaro per sostituire l’ex Lecco e, nella posizione di opposto, ha giocato una splendida sfida. Grintosa, concentrata e senza paura, questi gli ingredienti per l’ottima prestazione della numero 11, che a dire il vero già entrando al servizio si stava rivelando un’arma letale dalla panchina, come dimostrato dai 13 servizi (tutti forzati) e 0 errori.
Se si parla di grandi prestazioni non si può non nominare Serena Scognamillo. Semplicemente perfetta, a partire dalla ricezione dove conclude con 0 errori su 16 palloni e il 56% di efficienza, ma il vero show è stato in difesa, dove ha sfornato una prova ai limiti della realtà. Parallela, diagonale, pallonetto, non cadeva nulla quando la sfera passava nel raggio di azione del libero romano, che è apparsa come una giocatrice fuori categoria, forte precedente esperienza in Serie A1 con Conegliano. Ai microfoni di Volley in Barba, ha dichiarato:
“Abbiamo lavorato per cercare la nostra identità, io penso che oggi abbiamo messo in campo tanto cuore, chiunque è entrato da fuori ha dato un contributo incredibile. Eravamo in difficoltà dal punto di vista infermieristico perché non eravamo al completo, quindi brave tutte”.
Bene anche le due schiacciatrici. Siftar gioca una buona partita in ricezione (22 palloni, 1 errore e 63% di efficienza) e in attacco chiude con 21 punti, ma l’aspetto che più salta all’occhio è la sua propensione a non tirarsi mai indietro e a rischiare, talvolta anche sbagliando, la giocata. Nelle ultime due annate è mancata una giocatrice così alle cocche, dunque l’inizio fa ben sperare. Promossa a pieni voti anche la compagna di reparto Emma Cagnin, solidissima in seconda linea e pronta a rispondere presente anche in attacco.
Perugia, inizio in salita
I parziali ci dicono che è stata una partita punto a punto, ma a livello di prestazione le umbre ci hanno convinto decisamente di meno rispetto che alle avversarie. Steccano il debutto stagionale le due veterane Cecilia Nicolini e Lena Grosse-Scharmann. La palleggiatrice ex San Giovanni in Marignano ha faticato moltissimo a trovare l’intesa con le compagne, risultando spesso imprecisa e non riuscendo a mettere in ritmo le proprie attaccanti, costringendo coach Micoli a far subentrare Fratangelo, che ha saputo dare nuova linfa vitale alla squadra, prima di subire una brutta rimonta nel quarto parziale.
Per l’opposta tedesca invece una partita da dimenticare: un misero 2% di efficienza offensiva condito da 6 errori e 5 murate subite nel corso del match.
Male, anzi malissimo anche Natasza Ornoch. Schierata titolare in sestetto, ben presto è stata sostituita da una Fiesoli che con la sua esperienza è apparsa molto più in palla rispetto alla compagna; la polacca, infatti, chiude con un -10% di efficienza offensivo, un aspetto che ha pesato sul reparto offensivo delle Black Angels.
Da rivedere il lavoro dei centrali, con Consoli e Mancini troppo poco incisive in attacco e spesso altalenanti nella fase di muro (Consoli chiude con 4 punti in questo fondamentale, Mancini con 0). In generale, l’impressione che Perugia ci ha dato è di una squadra forte, molto forte, che al momento però non ha ancora raggiunto la condizione fisica adatta per tenere alto il ritmo per tutta la durata della partita.
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