La squadra di Olli Kunnari è certamente la sorpresa delle ultime due competizioni internazionali: da dove arriva questa incredibile crescita?

L’iperbole di talento che ha in questo momento la squadra finlandese nasce dopo EuroVolley 2023 quando, dopo l’eliminazione ai gironi, viene scelto il nuovo selezionatore: Olli Kunnari.
Dai nuovi convocati nasce un gruppo che amalgama giovani talenti a grandi esperti che si sono già misurati con la maglia della nazionale: incomincia così il cambio generazionale.
Una Finlandia sempre più europea
Quello che si evince dalle convocazioni di Kunnari, rispetto a quelle del predecessore Banks, è l’accortezza progressiva di scegliere sempre meno finlandesi che giocano in patriae contaminare la pallavolo finnica con il DNA europeo.
Degli ultimi convocati di Banks nel 2023 sono presenti il 35,7% di atleti che giocano nelle squadre della Lega finlandese, mentre nelle prime convocazioni dell’attuale coach (quelle del Mondiale nel 2025) la stessa percentuale si abbassa e diventa il 21,4%.
Il dato che sorprende ancora di più, e rende chiara questa visione europea della pallavolo, è la percentuale di giocatori della Lega finlandese convocati per questa rassegna di EuroVolley: ben 0%.
Tutti i pallavolisti convocati da Kunnari giocano in squadre ben lontane dal confine con la Scandinavia.
I talenti, commisti e misurati con la pallavolo d’oltremanica, hanno avuto modo di allenarsi con i migliori club in circolazione e così crescere sempre di più sia nell’aspetto tecnico, avendo davanti tanti staff qualificati, sia nella mentalità, dove lottare ad alti livelli vuol dire essere sempre sul pezzo.

Com’è andato questo Eurovolley per la Finlandia?
Nascono come outsider del torneo per diventare qualcosa di più, sfruttano il palazzetto per vincere le partite dove serve la garra.
La Nokia Arena di Tampere consegna al movimento un pubblico sempre presente e particolarmente affezionato ai propri beniamini.
Nel girone sono presenti squadre molto più attrezzate come il Belgio, che scavalca proprio la Finlandia all’ultimo match della Pool, e la Serbia, che seppur in caduta libera rimane una squadra con tante frecce nel proprio arco.
Dal momento che passano 4 squadre su 6 nel girone di qualificazione è normale considerare la squadra di Kunnari una contendente per la fase finale del torneo, ma la facilità con la quale l’hanno ottenuta, concedendosi il lusso di perdere al tie-break l’ultima partita contro l’Estonia, è semplicemente disarmante.
La partita degli ottavi di finale contro la Grecia è una delle più belle mai disputate fino ad ora in questa competizione.
Il ribaltone della Finlandia da 1-2 a 3-2 è la ciliegina sulla punta della torta: una partita ben giocata dai finnici che sfruttano le potenti mani dei propri esterni per scardinare la difesa avversaria.

Non solo Marttila
Sarebbe molto bello se solo Luka Marttila fosse il pericolo pubblico degli attacchi finlandesi.
Ma la completezza del gioco passa dalla variabilità in attacco che mostra spesso il palleggiatore Ivanov, dove l’apertura di rete la fa da padrona.
Nelle prime 3 partite il miglior marcatore è l’opposto Joonas Jokela, già titolare nell’ultima rassegna mondiale.
Il secondo opposto Veikka Lindqvist, che ha giocato uno scampolo di partita in questo Europeo mettendo a referto 16 punti, l’anno scorso ha prestato servizio per la squadra di Roberto Piazza, crescendo dietro ad un opposto di caratura mondiale come Ferre Reggers.
Inoltre bisogna mettere un appunto su Nooa Marttila il fratello del ben noto e conosciuto Luka che ha giocato per il Vero Volley Monza.
Il secondogenito, classe 2005, dimostra di avere tanto coraggio nell’affrontare queste sfide di alta tensione, 21 punti nella sua miglior giornata contro la Grecia.
Aspettando anche il terzo della famiglia, il 17enne Eemi, che non è stato convocato in questa competizione ma che ha il tempo di farsi le ossa.

Cosa può fare l’Italia per arginare la Finlandia?
Incrociando i dati delle ultime partite si nota come i centrali siano poco utilizzati in attacco ed inoltre ha solo Miika Haapaniemi come centrale in grado di poter far male anche a muro.
Quindi l’Italia può leggere la partita sugli attacchi gestiti da Ivanov che cerca spesso di aprire la rete servendo tanti palloni in 2 e in 4, non escludendo la pipe.
Deve essere grande il lavoro dei centrali azzurri nell’intercettare l’intenzione del palleggiatore per andare a raddoppiare in queste situazioni.
Inoltre, la Finlandia è una squadra abile al servizio: spingono molto al limite dell’errore, ma è una delle squadre che ha messo più ace in tutta la competizione con 39 punti dai 9 metri.
Deve essere molto concentrata la squadra di Fefè de Giorgi in linea di ricezione, sia come fondamentale individuale, sia come disposizione e sovrapposizioni sulle precedenze e sulle competenze del reparto.
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