“Come sto? A livello fisico mi sento bene, ma speriamo non ci sia bisogno di me”. Le condizioni di Alessandro Michieletto alla vigilia di Italia-Finlandia

Alessandro Michieletto Italia Eurovolley 2026

Nel corso dell’incontro avvenuto con la stampa a Torino, Alessandro Michieletto è intervenuto sul suo ruolo all’interno della squadra, fornendo anche un aggiornamento sulle sue condizioni. A presenziare all’Hotel NH Torino Lingotto anche Gianluca Galassi e Yuri Romanò

Gianluca Galassi Italia Eurovolley 2026
FOTO: Federvolley

Il primo azzurro a intervenire ai microfoni della stampa e della nostra Bianca Frassetto è stato Gianluca Galassi, che interpellato sul prossimo avversario e sul livello generale dell’Europeo ha affermato:

“È un europeo in crescita, bello da vivere in casa. Siamo dove volevamo essere, ma contro la Finlandia sarà una partita tosta. Come stiamo? Bene, l’ Europeo competizione lunga ma abbiamo avuto tempo per riposare, fare lavoro fisico e con la palla. Il fisico starebbe meglio stando in vacanza (ride, ndr) ma siamo pronti per domani. In termini di livello, abbiamo già percepito in VNL che il livello medio si sia alzato e questo europeo è la conferma. Sulla carta ci sono squadre di prima, seconda e terza fascia, ma tutti quanti giocano una bella pallavolo. Contro Grecia e Slovacchia noi abbiamo giocato dei set tirati, cosa positiva per il movimento e per la pallavolo in sé.

“Rilassarsi? Per questo gruppo non è quasi mai possibile, già durante il campionato non ci si può rilassare e ogni partita è importante e fondamentale. Contro la Finlandia sarà tosta perché non molla facilmente, ha individualità importanti e lo ha dimostrato al mondiale mondiale dell’ anno scorso, quando hanno eliminato la Francia ai gironi. Noi dobbiamo continuare a stare nel punto a punto senza innervosirci, come abbiamo fatto fino ad ora. Contro queste squadre non ci deve essere la voglia di chiuderla in fretta, determinati e fiduciosi nelle nostre capacità. Rispetto per l’avversario, sarà difficile e non ce la regaleranno.”

“Differenze con anni precedenti? A livello di gruppo ogni anno è molto bello riuscire a far entrare giocatori nuovi, come se fossero parte del ciclo iniziato nel 2021. Il Gruppo vive bene e con gioia il quotidiano, c’è una differenza generazionale ma tanta voglia di giocare per la nazionale. Sento di dover aiutare Sanguinetti e Mati, sono stato nella loro situazione nel 2021 e cerco di essere per loro quello che Anzani è stato per me, è un ruolo che mi piace.”

Successivamente è stata la volta di Alessandro Michieletto, che ha aggiornato media e tifosi sulle sue sensazioni a livello fisico dopo il ritorno in campo.

“Come sto e come mi sento? Avevo bisogno di un paio di set per ritrovare ritmo e sciogliermi. Entrare sul 2-0 è più semplice. Ora servono ingressi (speriamo di no, ride ndr) più complicati perché le avversarie saranno di livello più alto. A livello fisico mi sento bene, ho lavorato bene, per la tecnica piano piano giocando torna. Non sapevo come avrei risposto dopo le prime situazioni di gioco, ma sta andando bene.”

Alessandro Michieletto Italia Eurovolley 2026
FOTO: Federvolley

“Ruolo da specialista entrando dalla panchina? È più difficile, meglio partire in campo, però in queste partite è difficile dirlo, ho giocato 2 set e qualche ingresso ma eravamo parecchio in vantaggio. Già con la Finlandia il livello sarà più alto, spero di fare bene. Questi 2 set mi servono per entrare più tranquillo e consapevole e avere più destrezza per stare in campo, dato che gli allenamenti sono pochi. Speriamo che non mi vediate in campo, ciò significherebbe che non c’è bisogno (ride, ndr).”

“A inizio estate ho vissuto un’altalena, speravo di essere protagonista all’ Europeo, poi c’è stato qualche dubbio, quindi ora va bene essere qui. Cosa si pensa quando si è lontani dal campo? Dubbi se si ritorna al livello di prima. In campo normalmente non ho paura di farmi male. Dopo la botta alla spalla dell’altro giorno sapevo che era solo una botta, ma mi si era incastrata la maglia nel led ma abbiamo risolto subito. Questo non è il mio anno (ride ndr). La nostra forza è che siamo tutti forti (ride ndr). Il ciclo è iniziato nel 2021, ma il gruppo di adesso è cresciuto rispetto agli anni scorsi; poi si vince e si perde, la pallavolo è uno sport “bastardo”.”

A concludere l’incontro con la stampa è stato Yuri Romanò, che ha raccontato la sua esperienza in Russia e del suo momento personale con la nazionale.

“In Russia ho affrontato un percorso positivo, mi sono trovato bene, fatto nuove esperienze di vita e conosciuto persone nuove anche culturalmente. Sento di essere cresciuto molto dal punto di vista personale e anche pallavolistico. Vivere parlando in inglese non è stato facile, cambia tanto. Mi hanno accolto bene, la squadra dove sono stato lavora sui giovani e per loro ero un po’ una guida arrivando da campione del mondo; ciò che dicevo veniva preso in un certo mondo, cercavano di imparare da me e mi è piaciuto aiutarli. In Russia c’è tanto talento. In nazionale ho ritrovato il solito gruppo, ma è stato più emozionante perché non ho visto i ragazzi per un anno; è stato bello ritrovarsi e raccontarsi le stagioni che abbiamo passato, in campo dopo tutti questi anni è tutto più automatico. I ragazzi giovani che arrivano si integrano bene.”

Yuri Romanò Italia Eurovolley 2026
FOTO: Federvolley

“Quando accelero in battuta? La battuta è un fondamentale che mi piace molto; il servizio è diventato sempre più importante e lo sto allenando tanto. Quando vedo il punteggio verso il 23-24 e sono in battuta sono contento di farlo, mi piace capitare in quelle situazioni, mi viene naturale prendermi tali responsabilità. Durante il set cerco di aumentare la pericolosità della battuta, mentre partire con un errore potrebbe inficiare sui servizi successivi. Il soffitto del PalaVela è ottimo, al contrario di quello del PalaPanini e del Ruffini, dove ci stiamo allenando.”

“C’è ancora margine di miglioramento come dice Fefé: sicuramente la continuità delle cose fatte bene, in alcuni momenti siamo un po’ calati, dovremmo essere più costanti e tenere alto livello.”

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