“Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”: 3 riflessioni su Italia-Svezia

Italia-Svezia Eurovolley 2026

Nonostante una partita molto complicata, fatta di alti e bassi, l’Italia raggiunge la semifinale di Eurovolley 2026: analizziamo tre fattori che hanno caratterizzato la sfida

Italia Svezia Eurovolley 2026
FOTO: Federvolley

Il giorno dopo la nostra qualificazione in semifinale ad Eurovolley 2026, proviamo ad analizzare ai raggi X la sfida tra Italia e Svezia.
Sulla carta doveva essere una partita in discesa per le azzurre, ma in realtà si è rivelata l’esatto opposto: la Svezia, o forse per meglio dire Isabelle Haak, ha giocato un ottimo match, riuscendo a mettere in grande difficoltà la squadra di Julio Velasco.

Ecco, le difficoltà e le parole del tecnico argentino: partiamo proprio da qui.

Serve più lucidità

Ai microfoni della Federvolley, Julio Velasco sottolinea un tema molto importante, probabilmente fondamentale in vista di partite dalla grande posta in palio, come semifinale e finale:

“Essere tra le prime quattro d’Europa non ci basta. Adesso pensiamo alla semifinale e vogliamo vincerla. Dovremo giocare la prossima partita con più lucidità, meno nervosismo e meno rigidità. Quando gli avversari ci mettono in difficoltà dobbiamo mantenere la determinazione, ma allo stesso tempo avere molta calma. Oggi, in diversi momenti, non siamo stati lucidi”

Aggiunge poi:

“La squadra c’è sempre, così come ci sono sempre la determinazione, la voglia e la concentrazione. A volte, però, può mancare la lucidità, soprattutto in questo tipo di partite. Oggi le gare sono così e non dobbiamo perdere lucidità quando un’avversaria riesce a metterci in difficoltà. Parleremo di questo, perché quando viene meno la lucidità si commettono più errori e non si riesce a contrastare l’avversario come si dovrebbe”

Parole d’oro quelle di Velasco, che riassume al meglio la prestazione delle sue ragazze di ieri sera. In tanti, troppi frangenti, considerando anche la modestia dell’avversario, l’italia è finita nel pallone. È successo sul finale di secondo set, quando la Svezia è andata vicino ad un clamoroso 2-0, ed è ricapitato verso il termine del quarto parziale, quando Haak e compagne sono arrivate ad un passo dal giocarsi i vantaggi. L’Italia, però, ha le qualità tecniche e mentali, come dimostrato in altre occasioni (Italia vs Brasile e Italia vs Turchia ai mondiali 2025) per uscire da momenti complicati e portare qualità al proprio al gioco.

Il risultato è quello che conta

Come riportato nel titolo, la storica citazione di Giampiero Boniperti ci accompagna nel mattino seguente a Italia-Svezia: già, perché quella di ieri non può essere definita una bella partita da parte delle azzurre, ma talvolta serve anche giocare in modo sporco, saper lottare nel fango e giocarsela con le unghie e con i denti. Questo è l’aspetto forse più importante di ieri. L’Italia, anche in una serata no, ha saputo portare a casa la vittoria. Basterà in semifinale e in un’eventuale finale? Probabilmente no, ma per una volta ci teniamo stretto il risultato e pensiamo a migliorare in vista della prossima sfida.

Italia Svezia Eurovolley 2026
FOTO: Federvolley

Fersino certezza, Sylla mostruosa in difesa, Egonu cresce

Ancora una volta Eleonora Fersino certifica la sua crescita personale: difende bene, riceve alla grande (contro una signora battitrice come Isabelle Haak chiude con 26 ricezioni, 0 errori, 85% di positiva e 54% di perfetta) e dà sempre l’impressione di sapere cosa fare, di trovarsi al posto giusto al momento giusto. Parlando di difesa, nota di merito anche per Myriam Sylla, capace di contenere attacchi imprendibili di Isabelle Haak per qualsiasi essere umano. Julio Velasco, ai microfoni Rai, proprio in compagnia di Myriam afferma:

“È stata molto lucida in difesa, cercando le posizioni giuste, e ha preso palle molto difficili”

Parlando di Egonu , invece, pur aspettandoci ancora qualcosa di più da lei, ha saputo guidarci alla vittoria come successo contro la Francia nella pool D. Una Paola versione “diesel” in questo europeo, che comincia spesso a rilento e con qualche errore di troppo, ma che termina per essere ancora una volta la nostra leader in campo. In semifinale ci aspettiamo una Egonu ancora più straripante, perché sappiamo quanto può esaltarsi in questo tipo di sfide: appuntamento a sabato 5 settembre ore 15, dove le azzurre cercheranno l’ingresso alla finale contro una tra Polonia e Olanda.

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