Nonostante tanti alti e bassi, le ragazze di Julio Velasco ripartono con una vittoria. Applausi per l’Ucraina che ha saputo giocare a testa alta.

L’Italia approda a Hong Kong per la terza e ultima settimana di VNL prima dell’inizio dei playoff.
Primo set
Julio Velasco, come da previsione, schiera il sestetto con tutte le “star” rientranti in nazionale, fatta eccezione per Paola Egonu: Alessia Orro al palleggio, Ekaterina Antropova opposto, Anna Danesi e Sarah Fahr al centro, Stella Nervini e Myriam Sylla bande ed Eleonora Fersino come libero.
Comincia bene l’Ucraina, che grazie ad un servizio affilato e tanta difesa riesce a rimanere a contatto con le nostre ragazze (3-3) per poi portarsi avanti anche di tre punti (4-7) prima che l’Italia, oggi in maglia rossa, si rifaccia immediatamente sotto. Ekaterina Antropova trova una diagonale nei 3 metri da vedere e rivedere all’infinito e firma l’8 pari, che diventa vantaggio tricolore col monster block di Sylla (9-8).
Il neo opposto dell’Eczacibasi regala il massimo vantaggio (16-12) costringendo la panchina gialloblù a fermare il gioco. Il set però è ormai indirizzato, con le azzurre che si impongono 25-15 grazie un primo tempo di Anna Danesi.
Secondo set
La battuta azzurra si conferma un fattore e continua a far male con un ace di Nervini (5-3). Si prosegue con un sostanziale equilibrio (14-12) senza particolari squilli da una parte e dall’altra. Velasco decide di chiamare il primo time out della sua partita quando l’Ucraina trova un parziale di 1-4 condito da un ace. Prosegue il momento no delle nostre ragazze, che scivolano sotto di tre (15-18) prima che un errore dai 9 metri interrompa il trend positivo ucraino.
L’Italia torna a fare la voce grossa a muro e in battuta costringendo coach Gluszak a interrompere il gioco sul 19-19. Dentro Egonu-Cambi per il doppio cambio, ma l’Ucraina ci crede e scappa sul 21-24 complice un po’ di confusione nella nostra metà campo. Egonu annulla a muro il primo e il secondo set point, ma un mani out di Dymar regala il 23-25 che porta la sfida sull’1-1.
Un’Italia troppo leggera, che non ha saputo imporre il proprio ritmo come invece successo nel parziale precedente. Brava l’Ucraina a servire forte, nonostante qualche errore, e coraggiosa coi colpi in attacco.

Terzo set
L’Italia pare non gradire il risultato di 1-1 e riparte immediatamente con due muri punto, arrivando rapidamente sul 5-1, causando il time out Ucraina. Antropova picchia forte dai 9 metri con le avversarie che vanno in netta difficoltà in ricezione. Dominio Italia completo, con il muro che fa la differenza. Si chiude con un 25-10.
Quarto set
Si riparte con qualche incertezza difensiva nella nostra metà campo, ma le azzurre provano ad aprire un divario (8-6) che viene presto chiuso da un ace gialloblu (8-8). L’Ucraina ci crede e marca a muro il 12-15, così Velasco decide di mettere mano alla panchina chiamando in causa Loveth Omoruyi per Nervini. Fuori anche Orro e Antropova per Cambi-Egonu, ma Nudha festeggia con le compagne l’ace del 13-18, costringendo Velasco a chiamare time out.
L’Ucraina si mantiene sul +4 (16-20) prima che un mani out di Sylla e un doppio attacco di Antropova ci riportino al -1 (19-20). Ancora l’ex Scandicci protagonista, questa volta con un “murone”: è 21-21. L’Ucraina perde lucidità e di rientro dal time out spara fuori una palla importante, con l’Italia che come uno squalo annusa il sangue della preda ferita e morde: 25-21 e 3-1.
Il commento finale
Nonostante un’Ucraina a cui va dato il merito di aver giocato una buona partita, l’Italia poteva e doveva portare a casa questa sfida 3-0. Troppi cali di tensione nel secondo e nel quarto set, quando invece sono stati completamente dominati il primo e il terzo parziale, dove si è nettamente vista la differenza di forza tra le due compagini. Bene la reazione nel quarto set, ma la sensazione è che il gruppo debba ritrovare il giusto ritmo e la migliore amalgama. Il prossimo appuntamento per osservare i progressi in questo senso sarà il 10 luglio alle ore 14:30 contro il Belgio.
MVP di redazione: Ekaterina Antropova
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