Beppe Cormio: l’anatomia del dirigente vincente

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L’analisi di un dirigente che è entrato nella storia di questo sport

Beppe Cormio ex dirigente Lube Civitanova
Foto: legavolley.it

Adesso è arrivata l’ufficialità.
Attraverso un comunicato stampa, la A.S. Volley Lube comunica la fine del rapporto che legava il team al suo storico DG.

“A.S. Volley Lube comunica l’interruzione del rapporto di collaborazione con il direttore generale Giuseppe Cormio.

Si chiude così un percorso durato dieci anni, durante il quale il dirigente marchigiano, originario di Jesi, ha contribuito in modo significativo alla crescita e ai successi del Club cuciniero, in ambito nazionale e internazionale.

A.S. Volley Lube ringrazia Giuseppe Cormio per il lavoro svolto, augurandogli le migliori fortune per il prosieguo della sua carriera.”

Questo è quanto si legge nella nota stampa del club che scinde il legame con il dirigente, anch’esso marchigiano, per una rottura non solo professionale, ma identitaria.

I suoi inizi a Jesi e la sua incredibile visione

La sua ascesa nel mondo dirigenziale inizia a Jesi, dove per anni ricopre il ruolo di direttore sportivo. Rimane dal 1983 al 1990, portando la squadra in Serie A2, non solo con le scelte tecniche, ma anche circondandosi di persone che parlassero la sua stessa lingua, quella vincente.

Porta così sulla panchina un allenatore trentenne argentino che in patria ha già vinto 4 campionati e che da poco è diventato vice-allenatore della sua nazionale. Stiamo parlando ovviamente, di Julio Velasco.

Non si tratta di una scelta autoritaria o di una presa di potere contro la società: si fa consigliare questo nome dai suoi giocatori, in particolare da Waldo Kantor e Carlos Wegenpfiel, il primo allenato dallo stesso Velasco nel suo Ferro Carril Oeste e il secondo nella nazionale argentina.

Questo è quello che fa un dirigente: non solo ha una propria visione ed una sua idea di pallavolo, ma è anche capace di ascoltare le altre voci attorno per avere una concezione d’insieme del club. Questa caratteristica Beppe Cormio non la perderà mai, mantenendo il polso duro del dirigente, ma acquistando una tendenza all’ascolto sopraffina.

Beppe Cormio ex dirigente Lube Civitanova volley Superlega
Foto: volleyball.it

Il capitolo a Padova e le prime vittorie a Cuneo

Dopo l’esperienza a Jesi arriva il grande salto nella massima categoria con l’esperienza triennale di Padova, dove mantenne il ruolo di Team Manager.

Successivamente si trasferisce a Cuneo, una delle squadre più importanti a livello nazionale, dove porta la sua identità acquistata nel tempo e un’aria di rinnovamento societario. In Piemonte ricopre tre figure dirigenziali: quella del Team Manager, poi si sposta nell’area commerciale diventandone direttore e infine chiude da direttore sportivo.

Questa elasticità e versatilità nel ricoprire diversi ruoli della stessa dirigenza, conferma al mondo della pallavolo che conta di più la personalità che il ruolo incaricato, crescendo così nel mondo delle figure di spicco del volley italiano, a prescindere dalla sua figura dirigenziale.
Arrivano anche i primi trofei da dirigente, vincendo due Supercoppe Italiane e tre Coppe Italia, oltre che 2 Supercoppe Europee, 2 Coppe CEV e 2 Coppe delle Coppe.

Arriva anche il primo incarico tramite la Lega Pallavolo Serie A, dove diventa Presidente della commissione dei Dirigenti.

Rendere Trentino grande

Dopo diversi incarichi nel mondo del basket, ritorna nella pallavolo e lo fa in due realtà già conosciute: Cuneo e Padova.

Successivamente intraprende un percorso coraggioso, ma altrettanto stimolante: portare un club giovane alla vittoria. Così, nel 2005 diventa General Manager di Trentino.
Un compito arduo, ma non impossibile, per un dirigente della caratura di Cormio. Nel 2007 si accorda con un allenatore che non vanta ancora trofei di spicco nel suo palmares, ma è destinato al grande successo: arriva così in Italia il coach bulgaro Radostin Stoytchev e con esso anche il talento bulgaro Matej Kazijski.

Con questi acquisti riesce a vincere il primo scudetto della storia trentina, oltre che al primo tricolore da dirigente.

Dura 7 anni il rapporto con la società del Trentino, dove porta a casa 2 Scudetti, 2 Coppe Italia, una Supercoppa Italiana, 3 Champions League e 3 Mondiali per Club.

Beppe Cormio Lube Civitanova Volley
Foto: legavolley.it

Lube come identità e progettualità

Dopo un’esperienza anche nel calcio in Serie A a Siena, ritorna nella pallavolo dove lavora per 3 anni a Ravenna, prima dell’inizio di uno dei rapporti di fiducia più importanti della pallavolo moderna: quello tra Beppe Cormio e Lube di Civitanova.

La nuova esperienza nelle Marche, dove tutto è iniziato, porta nuovi titoli da dirigente, forse i più gloriosi della sua carriera: 2 Scudetti, una Coppa Italia, una Champions League e un Mondiale per Club.

Lascia la squadra dopo aver raggiunto 5 finali scudetto negli ultimi 6 anni, ma soprattutto consegna un organigramma strutturato e ben condiviso da tutti gli apparati della società, anche dai giocatori.
Marko Podrascanin, bandiera della Lube, sembra essere pronto ad accogliere questa eredità, dopo aver respirato per tanti anni l’atmosfera che ha creato Beppe Cormio in dirigenza.
Chi meglio di una figura così istituzionale per il mondo di Lube Civitanova può assumersi questa responsabilità?

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