Lo stadio dei Dallas Cowboys diventa il palcoscenico del dominio delle Nebraska Cornhuskers, che conquistano il primo titolo ufficioso della stagione 2026 davanti a 40.000 spettatori.

Semifinali: Nebraska e SMU conquistano la finale
La prima semifinale propone Virginia Adriano e compagne affrontare le Florida Gators, una squadra nel pieno di un processo di rinnovamento.
Le ragazze di coach Dani Busboom-Kelly faticano a trovare continuità in attacco, complice anche l’ottimo lavoro difensivo delle Gators. Dopo un primo set combattuto e vinto 21-19, il Nebraska alza il livello del proprio gioco e chiude anche il secondo parziale sul 21-18.
Grande protagonista della semifinale è Andi Jackson, leader non solo dal punto di vista tecnico ma anche emotivo. La centrale chiude la gara con una percentuale offensiva di .571, trascinando le Huskers nei momenti decisivi del match. Virginia Adriano invece si mette in mostra dalla linea dei 9 metri, causando problemi nel lato Florida.
Nella seconda semifinale, SMU e Penn State danno vita a una sfida intensa, caratterizzata da lunghi scambi e giocate spettacolari. Il primo set si chiude con il minimo scarto, con le Mustangs che si impongono 24-22, prima di chiudere la pratica nel secondo parziale con il punteggio di 21-18.
La difesa di SMU si rivela l’arma decisiva per arginare le Nittany Lions, arrivate a Dallas soprattutto con l’obiettivo di trovare ritmo e identità in una squadra profondamente rinnovata. Nonostante la sconfitta, Penn State porta a casa indicazioni positive: il progetto offensivo non ruoterà esclusivamente attorno a Kennedy Martin, ma potrà contare su diverse soluzioni, guidate dalla regista Alexis Stucky, trasferitasi dalla Florida.

Big Red is Back Again
Davanti a 40.000 spettatori, le Huskers scendono in campo per la finale con un approccio rilassato e senza eccessive pressioni. Una mentalità che si traduce in una prestazione dominante.
Nebraska supera SMU con un netto 21-12, 21-11, lasciando poche possibilità alle avversarie. L’attacco delle Huskers cresce ulteriormente rispetto alla semifinale, mentre quello delle Mustangs fatica a trovare continuità: 27 punti offensivi per Nebraska contro appena 10 per SMU. Ottima anche la fase break delle Cornhuskers, che spingendo tanto in battuta, lasciano poco spazio al gioco delle Mustangs.
Bergen Reilly dirige il gioco con grande lucidità, distribuendo il pallone a tutte le sue attaccanti. Teraya Sigler, Virginia Adriano, Harper Murray, Andi Jackson e il resto del reparto offensivo contribuiscono a una prestazione corale che non lascia dubbi sulla superiorità delle biancorosse.
Tra le note più positive per coach Busboom-Kelly c’è anche la profondità della rosa. Manaia Ogbechie, Kenna Cogill, Skyler Pierce e molte altre giovani trovano spazio e rispondono presente, dimostrando come il successo delle Huskers non dipenda soltanto dalle proprie stelle, ma dalla qualità complessiva dell’intero gruppo.
Tutto ancora da giocare
È importante ricordare che le squadre presenti allo Spikes Under the Lights non si affronteranno durante la regular season NCAA, ad eccezione di Nebraska e Penn State, entrambe appartenenti alla Big Ten Conference. Florida milita nella Southeastern Conference, mentre SMU compete nella Atlantic Coast Conference: le sfide viste il 27 agosto potrebbero quindi ripetersi soltanto nella fase finale della stagione.
Nebraska continua la caccia a un titolo nazionale che manca dal 2017. Negli ultimi anni le Huskers sono arrivate più volte a un passo dal traguardo e sembrano avere ancora una volta tutte le carte in regola per essere protagoniste. Penn State guarda invece al futuro con una squadra profondamente rinnovata, chiamata a costruire nuove certezze attorno al talento di Kennedy Martin. Florida è nel pieno di una ricostruzione che passa attraverso uno starting six completamente nuovo, mentre SMU si conferma uno dei programmi emergenti più interessanti del panorama NCAA e vuole dimostrare che la crescita mostrata nelle ultime stagioni è soltanto l’inizio.
Se Dallas doveva offrire un primo assaggio della stagione 2026, il messaggio arrivato dal campo è stato chiaro: il Nebraska è già pronto a lanciare la propria candidatura al titolo nazionale.
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