Nazionali in inverno? Le leghe italiane dicono “no”

Lega Pallavolo Serie A e Lega Volley Femminile contrarie alla proposta dell'FIVB

Lega Pallavolo Serie A e Lega Volley Femminile rispondono congiuntamente alla proposta dell’FIVB: “Il rispetto dei campionati nazionali non è negoziabile”.

nazionali fivb lega pallavolo serie a lega volley femminile

FOTO: FIVB

Negli ultimi mesi erano iniziate a circolare insistenti voci di una possibile proposta avanzata dall’FIVB per spostare i Campionati del Mondo 2027 nel periodo invernale, a dicembre per il torneo femminile e a gennaio per quello maschile. Nella giornata di ieri è arrivata la dura risposta della Lega Pallavolo Serie A e della Lega Volley Femminile che, con un comunicato congiunto, hanno espresso tutta la loro contrarietà.

L’idea della Federazione internazionale di allargare i calendari delle nazionali nasce dalla volontà di capitalizzare il momento di grande popolarità che la pallavolo sta vivendo a livello mondiale. Organizzare le principali manifestazioni internazionali durante i mesi invernali consentirebbe di collocarle in un’ulteriore finestra mediatica e sfruttare così l’ampio pubblico principalmente appassionato alle nazionali. Una scelta che, però, avrebbe inevitabili ripercussioni sull’attività dei club, costretti a interrompere i campionati per un lungo periodo; quasi due mesi tra raduni, preparazione e svolgimento delle competizioni.

I mesi compresi tra dicembre e febbraio rappresentano quella che è la fase cruciale della stagione di club: è il periodo in cui si definiscono le classifiche, si assegnano i primi trofei e si costruisce la corsa ai playoff. Come riportato nel comunicato delle leghe, una lunga pausa rischierebbe di compromettere non solo il regolare svolgimento dei campionati, ma anche il loro valore sportivo e in alcuni casi persino l’esito.

A differenza di sport come il calcio, in cui le finestre delle nazionali sono già presenti durante l’anno, nella pallavolo il cosiddetto turnover non è così frequente, i roster non così lunghi, e tante squadre (Perugia al maschile o Milano al femminile giusto per fare due esempi) si ritroverebbero prive di gran parte del sestetto titolare per un lungo periodo, rischiando seri affaticamenti al rientro. 

Paola Egonu in azione contro la Turchia

FOTO: FIVB

Accanto all’aspetto puramente competitivo emerge poi una questione sempre più centrale e ampiamente dibattuta anche negli episodi dei nostri podcast: quella della salute degli atleti. L’inserimento di una finestra invernale per la nazionale aggraverebbe ulteriormente un calendario già oggi estremamente congestionato (nella sola ultima stagione di LVF sono stati ben 6 i turni infrasettimanali), aumentando il rischio di infortuni e rendendo ancora più difficile garantire i necessari tempi di recupero agli atleti.

Il tema negli ultimi anni è stato più volte sollevato anche dagli stessi giocatori e giocatrici. Diversi campioni hanno infatti denunciato pubblicamente un ritmo di competizioni ormai eccessivo, incompatibile con prestazioni di alto livello nel lungo periodo. Per citarne solo alcuni basta pensare alle parole di Paola Egonu ai microfoni di Rai Sport, a Simone Giannelli post-vittoria della Supercoppa, o ancora all’intervista di Alessandro Michieletto dove è stato sottolineato anche quanto le troppe partite possano risentirne a livello di spettacolo. Proprio lo schiacciatore azzurro, infatti, è ormai lontano dai campi da oltre sette mesi, a causa proprio di un problema fisico da stress, riconducibile a ritmi di gioco insostenibili. 

La presa di posizione delle leghe italiane richiama anche un altro aspetto, spesso meno preso in considerazione dai tifosi, ma con cui le società devono costantemente fare i conti: quello economico. Sono i club, infatti, a sostenere gli investimenti più importanti, garantendo gli stipendi degli atleti, finanziandone la preparazione e accompagnandoli nei percorsi di recupero dagli infortuni.

Il palazzetto di Verona durante gara 3 di semifinale scudetto

FOTO: Lega Pallavolo Serie A

È vero che negli ultimi anni il movimento italiano ha beneficiato della straordinaria visibilità ottenuta grazie ai successi delle nazionali azzurre, ma la sua solidità si fonda soprattutto sull’attività dei club, sugli abbonamenti, sui palazzetti pieni e su un sistema che vive settimana dopo settimana delle gesta dei suoi giocatori. Il periodo ipotizzato dall’FIVB per i Campionati del Mondo del 2027 inoltre coincide proprio con le festività natalizie, periodo nel quale molte famiglie decidono di trascorrere le proprie domeniche al palazzetto portando gli incassi maggiori.

Il comunicato si chiude con una presa di posizione netta:

“i Presidenti chiedono alla FIVB di abbandonare qualsiasi ipotesi di collocazione di eventi internazionali nel pieno della stagione dei club, precisando sin d’ora che ogni decisione idonea a compromettere il valore economico e sportivo dei campionati nazionali comporterà l’assunzione delle conseguenti responsabilità da parte di chi l’avrà adottata. Il rispetto dei campionati nazionali non è negoziabile. Difendere i club significa difendere la sostenibilità, la credibilità e il futuro della pallavolo internazionale”

Le leghe italiane hanno dunque aperto (o forse sarebbe meglio dire chiuso) la strada al dibattito . Ora resta da capire se anche gli altri principali campionati, polacco e turco su tutti, seguiranno la stessa posizione. Dalla loro risposta potrebbe infatti dipendere il futuro del calendario internazionale per il prossimo quadriennio. 

Che ne pensate? Diteci la vostra seguendoci e commentando su Whatsapp, Instagram Youtube per non perdervi nessun aggiornamento.